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Parodontologia

Gengive sane per proteggere e preservare i denti

La malattia parodontale (conosciuta anche come piorrea, termine non più adeguato ma ancora in uso nel linguaggio comune) è un’infezione battericache attacca il parodonto, il tessuto di sostegno dei denti formato da gengive, osso e legamento parodontale.

Essendo spesso indolore, può succedere che ci si accorga della malattia parodontale solo quando gengive e tessuto osseo sono seriamente compromessi: è, infatti, una delle cause più frequenti della perdita di denti negli adulti. Visite di controllo regolari permettono di fare una diagnosi precoce della malattia parodontale e di mettere in atto adeguate misure di prevenzione e di trattamento.

La Parodontologia si occupa della cura di questa malattia attraverso l’applicazione di terapie mirate, moderne e soprattutto indolori, allo scopo di salvare i denti compromessi.

Che cos’è la placca?

La placca batterica è la prima causa di malattia parodontale. È una pellicola bianco-giallastra (biofilm) composta da microrganismi e residui di cibo, che si deposita e aderisce tenacemente alla superficie dei denti, soprattutto vicino alla linea gengivale.

È un nemico quotidiano per la salute della nostra bocca e, se non costantemente rimossa, la placca indurisce in una formazione ruvida chiamata tartaro. I batteri presenti nella placca producono delle tossine che infiammano le gengive, distruggono l’osso e gli altri tessuti che circondano il dente.

È stato calcolato che un millimetro di placca dentale contiene più di 200 milioni di cellule batteriche!

Malattia Parodontale

In condizioni normali, la parte superiore della gengiva è staccata dal dente per un’altezza di circa 3 mm (solco gengivale). Nel caso di malattia parodontale, questo spazio aumenta formando una tasca parodontale dove si accumula la placca batterica. In queste condizioni, l’igiene risulta difficile e richiede l’intervento di un professionista (igienista dentale o dentista).

Nella diagnosi di malattia parodontale, si valuta inoltre se le gengive sanguinano, sono gonfie, se i denti presentano mobilità, se sono sensibili. Delle radiografie possono aiutare a valutare la perdita di osso attorno ai denti. La gengivite è il primo stadio della malattia parodontale. Le gengive diventano rosse, gonfie e possono sanguinare facilmente; in questa fase il disturbo è ancora reversibile, ma se non curato può progredire fino ad una forma più grave detta parodontite avanzata.

Nello stadio più grave della malattia parodontale, le gengive, l’osso e le altre strutture che sostengono il dente sono danneggiate. I denti, perdendo il tessuto di sostegno diventano mobili e, nei casi più gravi, possono dare infezioni, cadere o dover essere estratti.

Alcuni fattori di rischio sono:

  • Placca batterica: è la causa principale di malattia parodontale.
  • Fumo: è uno dei fattori di rischio più importanti.
  • Predisposizione ereditaria: una persona su tre è predisposta geneticamente allo sviluppo della malattia parodontale.
  • Gravidanza e altri cambiamenti ormonali nella donna, possono rendere le gengive più deboli.
  • Stress: può rendere più debole la risposta immunitaria nel combattere le infezioni.
  • Farmaci: alcuni farmaci possono influire negativamente sulla salute orale.
  • Bruxismo: la tendenza a digrignare i denti di notte o in periodi di stress. può causare l’indebolimento delle strutture di sostegno dei denti.
  • Diabete e altre malattie: possono favorire lo sviluppo della malattia parodontale.

Prevenire la malattia parodontale o trattarla fin dalla sua fase iniziale è il modo migliore per mantenere sani a lungo denti e gengive.
Alcuni accorgimenti da adottare per un’adeguata prevenzione:

  • Spazzolare i denti correttamente dopo ogni pasto, usando un dentifricio a base di fluoro.
  • Usare il filo o lo scovolino interdentale per rimuovere la placca batterica tra dente e dente due volte al giorno.
  • Mangiare in modo sano ed equilibrato.
  • Evitare di fumare.
  • Fare visite dentistiche e sedute di igiene professionale regolarmente, seguendo un programma personalizzato.

La malattia parodontale non guarisce spontaneamente e, se non trattata, può portare alla perdita del dente i cui tessuti di sostegno siano seriamente danneggiati, anche per salvaguardare la salute dei denti vicini. Seguire le istruzioni su come prendersi cura di denti e gengive dopo il trattamento. è fondamentale per ridurre il rischio di recidive della malattia parodontale. Prevenire la malattia parodontale o trattarla fin dalla sua fase iniziale è il modo migliore per mantenere sani a lungo denti e gengive.

Il trattamento della malattia parodontale dipende dalla sua gravità. Nei primi stadi la malattia può essere trattata rimuovendo placca batterica e tartaro dalla superficie dei denti e nella zona sottogengivale. Questa procedura di pulizia profonda, include trattamenti di pulizia sopragengivale, sottogengivale (scaling) e levigatura radicolare (root planing).

Pulizia sottogengivale o scaling: consiste nel rimuovere placca e tartaro da attorno e al di sotto della linea gengivale. Questo procedimento avviene in maniera indolore grazie all’uso di anestesia locale.

Levigatura radicolare o root planing: consiste nel pulire e levigare le superfici della radice del dente: il tessuto gengivale può così riattaccarsi più saldamente alla radice pulita e liscia. Anche in questo caso il trattamento è completamente indolore.

Il numero di sedute necessarie per trattare la malattia parodontale dipende dalla sua estensione e gravità; il trattamento è solitamente reso più confortevole da un’anestesia locale. Dopo il trattamento di scaling/root planing, nel corso degli appuntamenti di controllo, il dentista e/o l’igienista valuteranno se le gengive sono guarite e le tasche diminuite.

Per la cura della malattia parodontale è importante intervenire con tempestività, per impedire che si aggravi.

Ti consigliamo di contattare lo studio dentistico in caso di:
  • Gengive che sanguinano facilmente.
  • Gengive rosse, gonfie o sensibili.
  • Gengive scostate dai denti.
  • Gengive con fuoriuscita di pus.
  • Alito cattivo a sapore sgradevole persistenti.
  • Denti con mobilità evidente.
  • Spostamenti dei denti con creazione di spazi (diastemi) tra un dente e l‘altro.
  • Modifica della posizione masticatoria abituale.
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